Intervista a Veronica Romagnoli: dietro il romanzo Outbalance
Scopri Veronica Romagnoli, autrice di Outbalance: un’intervista tra scrittura, emozioni e dietro le quinte del suo romanzo.
Premessa: non sono una giornalista, ma una grande appassionata di libri, storie e di tutto ciò che ruota attorno al mondo della scrittura. Proprio per questo ho deciso di dare vita a questa piccola rubrica: uno spazio semplice e senza pretese in cui farvi conoscere autrici e autori, i loro romanzi e ciò che si nasconde dietro le pagine che leggiamo.
L’idea è quella di creare un dialogo diretto, leggero ma autentico con chi scrive, per scoprire le loro ispirazioni, le difficoltà del processo creativo e magari anche qualche curiosità in più sui loro libri.
La prima autrice che ha scelto di partecipare - e che ringrazio di cuore - è Veronica Romagnoli. Ho avuto modo di leggere, grazie a una collaborazione, il suo romanzo d’esordio Outbalance, che mi ha coinvolta profondamente sul piano emotivo. Ho apprezzato la sua scrittura scorrevole e mai banale: alcuni passaggi, in particolare, mi hanno colpita per la sensibilità con cui l’autrice riesce a raccontare emozioni e fragilità dei personaggi.
La sua intervista
• Puoi presentarti, dirci il tuo nome completo e dove i
lettori possono trovarti sui social?
Ciao, mi chiamo Veronica Romagnoli e potete trovarmi su Instagram come
Veronica R. e su TikTok come Veronica Romagnoli Autrice.
• Tra i tuoi libri, quale ti rappresenta di più e perché?
Outbalance è, al momento, l’unico libro che ho scritto, ma posso
dire che mi rispecchia molto perché le tematiche trattate le sento estremamente
vicine alla mia vita reale. Si parla di un amore proibito e di una grande
differenza di età, argomenti che in passato mi hanno fatto provare le stesse
emozioni di Summer, la protagonista.
• Qual è stato il libro più difficile da scrivere?
Ancora una volta Outbalance. Essendo la mia prima pubblicazione,
tutto è stato una grande emozione. È stato difficile soprattutto in alcune
parti, perché affronta temi delicati come il senso di colpa, il perdono, la
disabilità e gli errori da cui non si può tornare indietro.
• Qual è la sfida più grande nel pubblicare più libri?
La sfida più grande si può riassumere in una parola: promozione. Puoi
essere coraggiosa e piena di ambizione, ma se non trovi il modo giusto di porti
sui social, emergere diventa molto difficile. Oggi devi saper catturare subito
l’attenzione, distinguerti e mantenere costanza, anche quando i risultati
tardano ad arrivare. Creare contenuti efficaci senza snaturarti non è semplice,
soprattutto in un mercato saturo di nuove uscite: a volte sembra davvero una
missione impossibile.
• Qual è stata la parte più difficile del processo di
scrittura?
Senza dubbio affrontare le emozioni più profonde dei personaggi. Scrivere
certe scene, soprattutto quelle legate al dolore e ai rimpianti, ha richiesto
un grande coinvolgimento emotivo.
• Pensi che le nuove voci abbiano abbastanza spazio nel
mondo editoriale?
Credo che oggi ci sia spazio per le nuove voci, ma non quanto
meriterebbero. Gli autori self publishing sono ancora spesso sottovalutati,
come se portassero addosso una sorta di “lettera scarlatta”. È un errore,
perché molte autrici, anche nel romance, hanno dimostrato il loro valore
arrivando in classifica senza il supporto delle grandi case editrici.
• Parlami del tuo nuovo romanzo.
Il mio nuovo (e primo) romanzo è un romance ambientato a New York. Già dal
prologo si intuisce lo sbaglio che porterà Adam a cambiare completamente vita e
a incontrare Summer. È una storia intensa, con una forte componente emotiva.
• In tre parole, come descriveresti il tuo nuovo romanzo?
Drammatico, intenso, romantico.
• C’è una scena a cui sei più legata?
Sì, ed è la scena (attenzione, spoiler!) in cui Summer vede andare in fumo
i suoi sogni. L’ho sentita sulla pelle mentre la scrivevo: mi ha fatto male, ma
la amo proprio per questo contrasto tra il “tutto” e il “niente”. Un attimo
prima ha il mondo in mano, quello dopo resta solo il vuoto. A lei, comunque,
devo ancora chiedere scusa.
https://segnalibri-caffe.blogspot.com/2026/03/outbalance-di-veronica-romagnoli-un.html
• Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?
Senza dubbio Don’t Cry dei Guns N’ Roses.
Da queste risposte emerge chiaramente la sensibilità di Veronica Romagnoli, che si riflette sia nel suo modo di porsi sia nella scrittura. C’è attenzione, cura e una capacità autentica di entrare in profondità, senza mai risultare forzata.
Colpisce il modo in cui riesce a dare spazio alle emozioni e alle fragilità, trattandole con rispetto e verità, senza mai scivolare nel banale. È una qualità che rende la sua voce riconoscibile e che lascia intravedere un percorso di scrittura già consapevole, pur essendo agli inizi.
Personalmente, ho la sensazione che questo sia solo l’inizio del suo percorso. E che, nel tempo, sentiremo ancora parlare di lei.
Veronica Romagnoli è stata la prima a raccontarsi in questo spazio. E da qui si apre un percorso che spero possa diventare sempre più ricco di voci e storie da scoprire.
Chi sarà la prossima voce di questa nuova rubrica, Parola alle Autrici – tra le righe delle loro storie?


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