Compro libri che non leggo: benvenuti nel mio caos librario
Confesso subito: sono un accumulatore di libri. Non di quelli che leggono tutto quello che comprano, no. Io compro libri, li porto a casa, li sistemo sugli scaffali e poi… spesso li ignoro per settimane, mesi, a volte anni. Eppure, ogni volta che entro in una libreria o scorro un catalogo online, la mia mente dice una cosa sola: “devo averlo.”
Molti potrebbero chiedersi: perché comprare libri se poi non
li leggi? La risposta è semplice e complicata allo stesso tempo. Il libro ha
un valore simbolico prima ancora di essere letto. Possedere un libro
significa avere possibilità: possibilità di imparare qualcosa di nuovo, di
vivere una storia diversa, di scoprire mondi lontani. Ogni libro sulla mia TBR
rappresenta una promessa. Una promessa che, lo ammetto, spesso rimane inevasa. I
giapponesi hanno un termine perfetto per questo comportamento: tsundoku,
ovvero accumulare libri senza leggerli. Non è una malattia né una mancanza di
disciplina, ma quasi un’arte. Ogni libro non letto racconta qualcosa di chi lo
ha comprato: i propri sogni, interessi, aspirazioni. La mia TBR non è solo una
pila di carta e inchiostro: è un piccolo specchio di chi sono.
La TBR cresce e la colpa anche. Naturalmente, accumulare libri senza leggerli genera anche un senso di colpa. Ci guardiamo attorno e vediamo scaffali pieni di storie non vissute, e ci sentiamo in colpa per il tempo che non dedichiamo alla lettura. La mia TBR è diventata quasi un organismo vivente: cresce in modo incontrollabile, ride di me quando non apro un libro da settimane. Ogni volta che ne compro uno nuovo, provo un misto di gioia e ansia. La gioia di possederlo, l’ansia per tutti quelli che non ho ancora letto. Ma non voglio mentire: c’è qualcosa di piacevole anche in questa colpa. È un promemoria che ho ancora mondi da esplorare, storie da vivere, conoscenze da scoprire. È un invito a rallentare, a scegliere con calma quale libro leggere, a godermi ogni pagina invece di correre attraverso centinaia di libri accumulati.
Perché continuo a comprare libri? Se mi chiedete
perché continuo a comprare libri, non ho una sola risposta. A volte è pura
curiosità. A volte è un impulso emotivo, una gratificazione immediata: comprare
un libro è un piccolo piacere, quasi una ricompensa. Altre volte è la paura di
perdere qualcosa, il cosiddetto FOMO librario: quell’ansia sottile che ti fa
pensare “se non lo prendo adesso, magari non lo troverò più”. C’è anche
l’aspetto estetico: adoro vedere una libreria piena di volumi, ordinata o
caotica, non importa. I libri non letti decorano il mio spazio, raccontano chi
sono senza bisogno di aprirli. E infine, c’è il lato aspirazionale: ogni libro
che compro è un’idea, un progetto, una versione futura di me che leggerà,
imparerà e crescerà grazie a quelle pagine.
Nonostante la mia TBR infinita, c’è qualcosa di liberatorio nel poter scegliere quale libro leggere in un determinato momento. A volte apro uno dei miei libri accumulati per puro caso, altre volte seguo l’istinto, l’umore, il bisogno di evasione o di apprendere qualcosa di specifico. Non esiste una regola, e forse è questo il bello: la TBR mi dà libertà, non obblighi. Ci sono momenti in cui mi sento sopraffatto, certo. Troppe opzioni, troppe promesse non mantenute. Ma c’è anche una gioia sottile, quella di sapere che, qualunque sia la mia scelta in quel momento, c’è un mondo di storie pronto ad accogliermi. E, ammettiamolo, non c’è nulla di male nell’accumulare un po’ di caos, finché il caos stesso ispira desiderio di lettura.
Con il tempo ho imparato a convivere con il mio
caos librario. Non cerco di leggere tutto in ordine, non cerco di eliminare
ogni senso di colpa. Ogni tanto, però, scelgo consapevolmente di leggere uno
dei libri che da troppo tempo aspetta il suo turno. E in quei momenti, quando
finalmente apro un volume accumulato da mesi, sento una soddisfazione intensa,
quasi più forte di quando compro un libro nuovo. Ho capito che la mia TBR non è
un nemico, ma un compagno. Un compagno capriccioso, caotico e talvolta
punitivo, ma pur sempre fedele. Ogni libro che non leggo oggi può diventare il
libro giusto domani. E fino ad allora, continuerò a comprare, accumulare e
sognare tra le pagine non ancora aperte.
Alla fine, accettare il mio caos librario mi fa sorridere.
Ogni scaffale, ogni pila di libri, racconta una storia parallela: la storia di
un lettore curioso, impulsivo e a volte un po’ disordinato. E se qualcuno mi
chiede come faccio a scegliere cosa leggere tra centinaia di libri non letti,
rispondo sempre: “Non lo so, ma è divertente provarci.” Così, tra libri
letti, libri da leggere e libri che compro solo per il piacere di sfiorarli o
annusarli in libreria, vivo la mia vita da lettore. Una vita piena di promesse,
di sogni, di mondi da scoprire… e di caos. Ma un caos che amo profondamente.
E voi? La vostra TBR vi sorride con colpevole dolcezza,
oppure siete più disciplinati di me?



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