Io non compro libri. Li adotto. (E ora ho un problema di spazio.)
Partiamo da un presupposto fondamentale: io non compro libri. Io adotto storie. Non so esattamente quando sia successo. Un giorno avevo una libreria ordinata, armoniosa, quasi minimalista. Il giorno dopo vivevo in una succursale non autorizzata di Giunti Editore- con me nel ruolo di cliente premium non richiesto. È come se una forza oscura mi attirasse verso quella libreria ogni volta che passo davanti alla vetrina. Una forza misteriosa e potentissima. Certo, potrebbe anche chiamarsi “incapacità cronica di dire no a una copertina interessante”, ma preferisco pensare a qualcosa di più epico.
Il problema, sia chiaro, non è leggerli. Leggere mi piace. Mi rilassa. Mi fa
sentire una persona profonda, colta, interessante. Il problema è che i libri,
una volta letti - o anche solo iniziati con entusiasmo e abbandonati
eroicamente a pagina 47 - non evaporano.
Rimangono.
Si moltiplicano.
Si incastrano in doppia fila sugli scaffali come se avessero firmato un
contratto a tempo indeterminato con casa mia.
Occupano il comodino.
Colonizzano il tavolo.
Minacciano l’equilibrio strutturale della libreria.
E così mi sono trovato davanti a una domanda esistenziale che nessuno ti
insegna ad affrontare a scuola: a chi si danno i libri che non vuoi buttare
ma che stanno lentamente conquistando il territorio?
Perché buttarli mi sembra un sacrilegio. Un affronto alla cultura. Un
tradimento nei confronti della carta stampata. Tenerli tutti, però, è una
strategia di accumulo degna di uno scoiattolo con l’ansia del futuro.
E allora
eccomi qui, circondato da romanzi, gialli, storici e thriller che giuravo avrei
riletto “prima o poi”, a chiedermi quale sia la soluzione più civile per ridare
loro una vita senza trasformare il mio soggiorno in un deposito permanente di
buone intenzioni.
Dopo aver attraversato le cinque fasi del lutto da accumulatore (negazione,
giustificazione, spostamento di pila, acquisto di una nuova mensola,
accettazione), ho finalmente raccolto un elenco di posti dove puoi dare una
seconda vita ai tuoi amati libri.
📚 1. Biblioteche comunali
È la soluzione più nobile, quella che ti fa sentire un benefattore della cultura. Piccola nota pratica: controlla sempre prima il regolamento.
🏫 2. Scuole e asili
Scuole primarie, medie e asili possono accettare:
- libri
per bambini e ragazzi
- classici
- testi
educativi
Meglio contattare la segreteria prima di presentarsi con uno
scatolone degno di un trasloco emotivo. Non tutti i libri sono adatti a tutte
le età, e il tuo thriller psicologico probabilmente non è ideale per la
ricreazione delle elementari.
❤️ 3. Associazioni benefiche
Organizzazioni come Caritas o Croce Rossa Italiana talvolta
raccolgono libri per famiglie in difficoltà o per mercatini solidali. Qui vale
una regola semplice: dona ciò che regaleresti volentieri a un amico.
Non è un centro di smaltimento emotivo, ma un modo per far circolare qualcosa
che ha ancora valore.
📦 4. Librerie dell’usato
Possono:
- acquistare
i libri più richiesti
- prenderli
in conto vendita
- accettarli
come donazione
Funzionano meglio con romanzi recenti e bestseller.
🌍 5. Book crossing
Puoi lasciare i libri:
- nelle
casette dei libri nei parchi
- in
spazi di scambio libero
- in
luoghi pubblici dedicati
È un modo semplice e romantico per farli circolare.
Una sorta di libertà vigilata per volumi che meritano una seconda chance.
🏥 6. Ospedali e case di
riposo
Spesso accettano romanzi, libri leggeri e riviste per
pazienti e anziani.
Un libro può fare compagnia nei momenti di attesa o di solitudine e questa è
probabilmente una delle destinazioni più belle.
🏠 7. Centri culturali e
circoli
Associazioni locali, centri sociali o culturali possono
usarli per creare piccole biblioteche interne.
Un modo concreto per sostenere la vita culturale del territorio (e liberare una
mensola).
💻 8. Online
Puoi scegliere la via digitale:
- Marketplace
come Subito o Facebook Marketplace
- Gruppi
Facebook di quartiere
- App
di scambio o regalo
Puoi regalarli o venderli a prezzo simbolico.
A volte basta una foto, un post e qualcuno che dica: “Lo prendo io!”
♻️ 9. Riciclo (ultima opzione)
Se sono troppo rovinati o obsoleti, il contenitore della
carta non è un sacrilegio.
È una trasformazione. Una seconda vita sotto altra forma.
Perché i libri non si buttano.
Si rimettono in circolo.
E ogni tanto, per poter adottare nuove storie, bisogna avere
il coraggio di lasciarne andare qualcuna. 📚




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