Come ho cercato di mettere ordine nella mia libreria (e ho scoperto che i libri hanno vita propria)

 Ci sono momenti nella vita in cui ti rendi conto che mettere ordine nella libreria non è un semplice gesto domestico, ma una vera e propria avventura. Una di quelle avventure che richiede caffè, pazienza e, diciamolo, una buona dose di filosofia zen. Tutto è iniziato un sabato mattina, quando ho guardato la mia libreria e ho avuto un piccolo shock esistenziale: scaffali traboccanti, pile instabili, libri infilati come se fossero stati messi lì da un tornado.

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 Ho preso il mio caffè - perché ordinare senza caffeina in circolo sarebbe stato un crimine contro ogni logica - e ho deciso: oggi sarà il giorno in cui finalmente tutto avrà senso. Il primo tentativo è stato ordinare per genere. Logico, direte voi. Romance qua, storicii là, gialli in un angolo. Sembrava semplice, fino a quando il mio spirito creativo non ha iniziato a fare scherzi alla mente: “questo romanzo rosa non sarebbe più felice accanto al giallo, così, per contrasto cromatico?” Ecco come un metodo apparentemente razionale si è trasformato in pura filosofia da scaffale: i generi erano diventati concetti fluidi, più poetici che pratici.

Poi ho pensato di provare l’ordine alfabetico per autore. Qui la realtà mi ha fatto uno scherzo crudele. Vi siete mai chiesti quante volte ricordate il cognome di un autore al momento giusto? Spoiler: raramente. Così, tra Felicia Kingsley e Dan Brown, mi sono sentita come se fossi nel bel mezzo di un labirinto in cui le pareti sono fatte di libri e la via d’uscita cambia ogni volta che afferri un volume.

Ma non potevo rinunciare all’ordine estetico. Ho provato il metodo del colore. Ho creato il mio arcobaleno di copertine. E devo ammettere che da lontano era uno spettacolo meraviglioso. Peccato che quando cerco un libro rosso, finisco per rovistare tra dieci volumi gialli, blu e verdi, e realizzo che l’armonia visiva non sempre corrisponde all’ordine funzionale. Però, e qui devo concedere un applauso alla mia libreria, sembra un quadro vivente.

Tra scaffali ribelli, arcobaleni di copertine e coccole da comodino: la mia avventura nel mondo dei libri

Un’altra mia tentazione è stata ordinare per dimensione: libri alti e bassi, larghi e stretti, tutti perfettamente allineati come in un mini skyline urbano. L’illusione di ordine era perfetta… fino a quando una pila di romanzi più pesanti non ha deciso di crollare come se volesse ricordarmi che i libri, in fondo, hanno vita propria. E qui entra in gioco la mia parte più sentimentale. Perché non tutti i libri sono uguali, e alcuni meritano un trattamento speciale. Sul mio comodino, ad esempio, non manca mai un libro di Felicia Kingsley, la mia autrice romance preferita. Quei romanzi sono la mia coccola prima di dormire, il piccolo rituale serale che trasforma la stanchezza in un sorriso. Ogni sera, aprire un libro di zia Fely significa concedersi qualche ora di leggerezza, di storie d’amore che fanno battere il cuore e di dialoghi brillanti ed ironici che sembrano sussurrare “va tutto bene, la notte è tua”.

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Attualmente sto leggendo Limitless - Senza Pietà, e devo confessare che questo libro ha conquistato un posto d’onore nella mia libreria. Non è solo un dark romance: è un’esperienza, un modo per evadere dalla routine quotidiana, un piccolo viaggio adrenalinico tra pagine che scorrono più velocemente del caffè della mattina. Ogni volta che apro il libro, il mondo reale si riduce a un’eco distante, mentre mi immergo nelle sfide e nei colpi di scena della trama. E sì, anche Limitless ha il suo posto strategico: a portata di mano, tra romanzi che voglio rileggere e quelli che mi fanno sognare.

Ordinare i libri, quindi, non è mai stato solo un atto pratico. È un esercizio di pazienza, creatività e, devo ammetterlo, autoironia. Perché ogni volta che tento di far “coincidere” ordine e bellezza, la libreria sembra ridere di me, con i suoi libri che si spostano di peso da soli, che si accalcano negli angoli e che, in qualche modo, mi ricordano che la perfezione è sopravvalutata.

Alla fine, ho trovato il mio equilibrio: libri preferiti a portata di mano, quelli di Felicia Kingsley sempre sul comodino, Limitless pronto per rapirmi quando ho bisogno di un’avventura. E il resto che si arrangia in un caos poetico. La mia libreria non è perfetta, ma è mia. E tra caffè, risate e qualche libro caduto, ho imparato che la libreria ideale non è quella ordinata: è quella che ti fa sentire a casa, accogliente, pronta a coccolarti pagina dopo pagina.

 

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